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I tweet e l'indicizzazione nei motori di ricerca

Nell’ultimo decennio, l’uso dei vari Twitter, Facebook e Google+ è cresciuto esponenzialmente, così come quello di Google, Bing e Yahoo per scovare i contenuti più interessanti in giro per il web, ma nessuno ha influenzato nessuno. Da qualche giorno, però, Twitter ha profondamente modificato il file che gestisce i rapporti coi motori di ricerca e ora i tweet possono essere indicizzati, alla stregua di articoli veri e propri. Attenzione per i contenuti - Certo è che Twitter ha tutte le carte in regola per ottenere ottimi posizionamenti all’interno delle pagine di ricerca. In termini di ottimizzazione e SEO, la piattaforma ha l’autorità e la visibilità necessarie per scavalcare la concorrenza, ma non c’è alcuna forma di controllo o di supervisione che ne garantisca la qualità. Google stessa in passato ha preso posizione sulla questione: secondo le sue indicazioni, il file robots.txt andrebbe usato con parsimonia, soprattutto in caso di pagine generate automaticamente e di contenuti di dubbio - o addirittura nullo - valore. Amici di vecchia data - In realtà, non è la prima volta che accade qualcosa di simile, anzi: nel dicembre del 2009, Google e Twitter trovarono un accordo per indicizzare i contenuti di quest’ultimo, ma l’intesa è scaduta a luglio dell’anno scorso e non è stata più rinnovata. Il colosso di Mountain View è stato, così, costretto a disattivare il servizio di Google Real-Time Search, una particolare modalità di ricerca che andava a recuperare i suoi risultati all’interno di Facebook e Twitter.

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Data

12-10-2012

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