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La banca olandese Ing ha presentato i risultati del suo ultimo report dedicato a tecnologia e ambiente durante la COP24 di Katowice, la Conferenza mondiale sul clima, che ha l’obiettivo di definire le regole di attuazione dell’Accordo di Parigi del 2015. Nella terza giornata di lavori si è discusso di nuove tecnologie e cambiamento climatico.

Con il progetto dello scorso anno, Simple Hero, abbiamo iniziato un percorso che ci ha permesso di attivarci verso abitudini più attente all’ambiente, ma sappiamo che si può sempre fare di più, soprattutto in ambito tecnologico. 

L’incontro nella città polacca è stata l’occasione per discutere dello studio “Technology, the climate saviour?“. Lo studio indica che la tecnologia ha un potenziale significativo per la riduzione delle emissioni, ma avrà bisogno di politiche governative efficaci per raccoglierne i benefici. In particolare, analizza fino a che punto la tecnologia può ridurre le emissioni di Co2 legate all’energia riducendo la domanda di combustibili fossili entro il 2050.

Per fare un esempio di come la tecnologia può avere un ruolo chiave nella riduzione dell’impatto ambientale possiamo citare l’Iiot. Si tratta di una tecnologia in grado di connettere macchinari industriali, tramite la rete internet, tra loro e con app di gestione. Questo tipo di prodotti rendono monitorabili, tra le altre cose, i consumi in termini energetici e di materiali di scarto, così da poter agire al meglio nel ridurre gli sprechi.

Nello studio Ing individua uno scenario definito Positive Tech Scenario positivo ma realistico per il 2050. In questo scenario la tecnologia può ridurre le emissioni del 64% entro il 2050, un risultato vicino ai target di emissione fissati, mentre non verranno raggiunti gli obiettivi al 2030: ci vorrà infatti tempo perché le nuove tecnologie vengano implementate, mentre l’economia globale continua  a crescere. 

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