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Se il CEO di Twitter lavora da mobile

Durante un incontro a Sydney, il fondatore e CEO di Twitter Jack Dorsey ha confessato di non possedere un laptop e di prediligere lo smartphone anche per lavorare. 
Solo questo strumento, secondo Dorsey, permette di concentrarsi su un’app alla volta, al contrario di un laptop su cui sono presenti diverse notifiche.

Il CEO di Twitter non sta facendo altro che seguire ciò che sta accadendo nel mondo della rete: secondo i dati dell’Osservatorio Mobile B2c Strategy della School of Management del Politecnico di Milano in Italia, con 31,1 milioni di dispositivi, circa 1 italiano su 2 accede a internet da mobile, di cui il 37% in maniera esclusiva.

Il mobile advertising si trova quindi in un momento cruciale della propria crescita, in cui la sfida si fa sempre più complessa e marketers stanno agendo di conseguenza, dirottando sempre più i propri investimenti sulle piattaforme mobile. La spesa advertising su questi dispositivi, infatti, ha superato il miliardo di euro, grazie a un incremento boom del 49%.

Lo smartphone è ormai diventato lo strumento attraverso il quale conoscere il consumatore, dalle proprie abitudini online fino ai comportamenti nel mondo reale. La sfida a cui si trovano oggi di fronte aziende e marketer, quindi, è riuscire a capitalizzare tale mole di dati, costruendo per ciascun utente un’esperienza finemente personalizzata.

Uno degli obiettivi per cui vengono maggiormente presi in considerazione gli smartphone è la generazione di brand awareness. Soprattutto in Italia, dove secondo i dati dell’Osservatorio Mobile B2C addirittura il 25% degli utenti è mobile only, è fondamentale che i marketer siano in grado di proporre modelli di engagement e creatività ad hoc per il mezzo mobile, in modo da non disperdere il loro budget di comunicazione anche nella parte alta del funnel. 

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Data

30-05-2018

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