Internet delle cose: l'IoT e nuove opportunità di business

Il settore dell’Internet of Things è stato protagonista di una crescita annuale del 50% arrivando a valere quasi 3 miliardi di euro.Sono questi i dati che emergono dalla Ricerca sull’Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano che evidenzia come a trainare il mercato siano stati i contatori del gas e le auto connesse, mentre tra gli ambiti di utilizzo più promettenti ci sono la Smart Home, le Smart City e l’Industrial IoT.
Dalla ricerca emerge inoltre che il 79% dei consumatori italiani è disposto ad acquistare prodotti per la Smart Home, ma solo uno su quattro lo farà entro 12 mesi. Quanto alle Smart City, il 60% dei comuni italiani oltre 20.000 abitanti ha già avviato progetti soprattutto per gestione della mobilità e illuminazione intelligente (Osservatorio Internet of Things, School of Management Politecnico di Milano).
“L’Internet delle Cose offre la possibilità di dare nuova vita agli oggetti” – racconta Gabriele di Matteo nel workshop “Dialogo tra una lavatrice e un tostapane – La rivoluzione 4.0 generata dall’Internet delle cose” on line su www.smauacademy.it e all’interno del suo libro edito da Hoepli. – “Immaginiamo l’affissione pubblicitaria: uno strumento conosciuto già 5.000 anni fa e che oggi, con l’IoT è in grado di fornire informazioni in tempo reale.È quello che ha fatto una nota compagnia aerea a Londra, a Piccadilly Circus, posizionando un cartellone pubblicitario all’apparenza normalissimo.Non appena il cielo viene sorvolato da un aereo della propria compagnia, in prossimità della piazza, il cartellone indica la provenienza, la destinazione del volo e in alcuni casi i minuti di ritardo.Allo stesso modo la racchetta da tennis non è più solo una racchetta, ma con dei sensori installati nel manico è in grado di dare informazioni dettagliate sulla prestazione sportiva: sulla velocità del colpo o su quante volte si sbaglia e perché”.“L’IoT però,”- specifica Gennaro Persano, relatore di Smau Academy con il workshop “Dare vita agli oggetti: Internet of Things” – “non significa solo gestire a distanza dei dispositivi hardware, ma vuol dire reinventare completamente i processi aziendali ed avere l’opportunità di raccogliere enormi masse di dati – Big Data – che possono aiutare le imprese a prendere delle decisioni e ad elaborare dei modelli previsionali.”Tra gli ambiti in cui si stanno diffondendo tecnologie IoT c’è l’Agrifood, settore in cui queste tecnologie possono fornire un supporto importante all’attività decisionale degli agricoltori. Inserendo dei sensori all’interno del terreno è possibile ricavare informazioni importanti, ad esempio, sull’umidità e sulla temperatura del terreno.Nelle Smart City si possono trovare esempi diffusi di utilizzo dell’Internet delle Cose, soprattutto all’interno di Comuni con oltre 20.000 abitanti. Un esempio è il Comune di Napoli che ha avviato una vera e propria “sfida energetica” con altre capitali europee per premiare le famiglie più virtuose.
Napoli, infatti è coinvolta insieme a Berlino e Bruxelles nel progetto DOMINO che si traduce in una sfida sul risparmio energetico che coinvolge più di 1200 famiglie per ogni realtà urbana.
Grazie all’utilizzo gratuito di adattatori/spine intelligenti, le famiglie possono misurare i consumi di energia elettrica dei propri elettrodomestici e, con i suggerimenti forniti, ridurre i costi della bolletta e le emissioni inquinanti.
Le famiglie più virtuose, oltre ad avere un immediato riscontro in bolletta, sono anche ricompensate con premi green come biciclette elettriche e buoni sconto di vario tipo.
Dedicata al monitoraggio ambientale la soluzione di Tree Voice, startup di Tim #Wcap che, attraverso un piccolo dispositivo IoT che viene inserito – senza essere invasivo e dannoso – direttamente dentro la pianta, riesce ad analizzare e raccogliere numerose informazioni provenienti dall’albero per inviarle prontamente ad un server centrale che le elabora e avvisa chi di competenza in caso di vari pericoli per evitare numerosi incidenti derivanti dal cattivo tempo o dalle malattie degli alberi in città.Un altro esempio di come l’IoT può essere applicato al concetto di Smart City proviene dalla startup Nexus.
La startup ha presentato a Smau Safe Underpass, un sistema che monitora lo stato di allagamento dei sottopassi e, nel caso in cui il livello dell’acqua diventa pericoloso, avvisa gli automobilisti, blocca il passaggio ed invia un alert ad un centro di gestione remoto che verrà a conoscenza della problematica in tempo reale e può prendere decisioni in modo molto più rapido e mirato.
L’utilizzo della nuova tecnologia LoRa permette di coprire distanze di 15Km riducendo drasticamente il consumo energetico.
In ambito domestico sono numerose le applicazioni di Smart Home, tra queste Jarvis, “robot intelligente” per la casa e l’ufficio, realizzato dalla startup bolognese Iooota specializzata in soluzioni IoT, che permette agli utenti di gestire e controllare in modo molto semplice, diretto e ovunque si trovino (dal letto così come dall’altro lato del mondo), diversi parametri come il risparmio energetico, l’illuminazione, il controllo dei consumi, la sicurezza dei loro spazi e quella dei propri cari, i propri elettrodomestici.
Ed è anche in grado di intervenire in tempo reale in situazioni che, per fretta o distrazione, possono accadere nella vita di tutti i giorni.
Tra le varie applicazioni in ambito industriale l’IoT può fornire un aiuto efficace nella manutenzione e nel monitoraggio dei macchinari.
Il Gruppo Minerva Omega, realtà consolidata nel settore alimentare che si occupa di progettare e produrre un’ampia gamma di macchine e sistemi per la lavorazione e conservazione di prodotti alimentari ha ricevuto il premio Innovazione Smau per aver dato valore aggiunto ai propri prodotti attraverso l’inserimento dell’IoT.
L’azienda, infatti, ha deciso di creare uno Spin-Off, con lo scopo di fare ricerca e sviluppo specializzato in questo settore. Nel 2013 crea la DSC Nexus, che oggi non solo produce valore aggiunto ai prodotti aziendali, ma permette al Gruppo di essere Partner di altre aziende, addirittura concorrenti, clienti direzionali e clienti che richiedono progetti ad hoc.
Per ottenere questo risultato sono stati sviluppati hardware appositi seguendo le specifiche dell’IoT, mentre per il software, attraverso la piattaforma di Solair/Microsoft, i dati acquisiti dai macchinari vengono estratti, elaborati con specifici algoritmi e sincronizzati anche con sistemi esterni (ERP, CRM, ecc.) per poi essere integrati nei processi di business.
Grazie al progetto, in due anni, si è ampliato il Business sia dell’azienda che del cliente finale con aumento del know-how che oggi permette al Gruppo di fornire soluzioni personalizzate, modulari e scalabili e un ampliamento del target degli interlocutori, differenziandosi quindi dagli altri competitor sul mercato.

Il settore dell’Internet of Things è stato protagonista di una crescita annuale del 50% arrivando a valere quasi 3 miliardi di euro.

Sono questi i dati che emergono dalla Ricerca sull’Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano che evidenzia come a trainare il mercato siano stati i contatori del gas e le auto connesse, mentre tra gli ambiti di utilizzo più promettenti ci sono la Smart Home, le Smart City e l’Industrial IoT.


Dalla ricerca emerge inoltre che il 79% dei consumatori italiani è disposto ad acquistare prodotti per la Smart Home, ma solo uno su quattro lo farà entro 12 mesi. Quanto alle Smart City, il 60% dei comuni italiani oltre 20.000 abitanti ha già avviato progetti soprattutto per gestione della mobilità e illuminazione intelligente (Osservatorio Internet of Things, School of Management Politecnico di Milano).


L’Internet delle Cose offre la possibilità di dare nuova vita agli oggetti” – racconta Gabriele di Matteo nel workshop “Dialogo tra una lavatrice e un tostapane – La rivoluzione 4.0 generata dall’Internet delle cose” on line su www.smauacademy.it e all’interno del suo libro edito da Hoepli. – “Immaginiamo l’affissione pubblicitaria: uno strumento conosciuto già 5.000 anni fa e che oggi, con l’IoT è in grado di fornire informazioni in tempo reale.

È quello che ha fatto una nota compagnia aerea a Londra, a Piccadilly Circus, posizionando un cartellone pubblicitario all’apparenza normalissimo.

Non appena il cielo viene sorvolato da un aereo della propria compagnia, in prossimità della piazza, il cartellone indica la provenienza, la destinazione del volo e in alcuni casi i minuti di ritardo.

Allo stesso modo la racchetta da tennis non è più solo una racchetta, ma con dei sensori installati nel manico è in grado di dare informazioni dettagliate sulla prestazione sportiva: sulla velocità del colpo o su quante volte si sbaglia e perché”.

“L’IoT però,”- specifica Gennaro Persano, relatore di Smau Academy con il workshop “Dare vita agli oggetti: Internet of Things” – “non significa solo gestire a distanza dei dispositivi hardware, ma vuol dire reinventare completamente i processi aziendali ed avere l’opportunità di raccogliere enormi masse di dati – Big Data – che possono aiutare le imprese a prendere delle decisioni e ad elaborare dei modelli previsionali.”

Tra gli ambiti in cui si stanno diffondendo tecnologie IoT c’è l’Agrifood, settore in cui queste tecnologie possono fornire un supporto importante all’attività decisionale degli agricoltori. Inserendo dei sensori all’interno del terreno è possibile ricavare informazioni importanti, ad esempio, sull’umidità e sulla temperatura del terreno.

Nelle Smart City si possono trovare esempi diffusi di utilizzo dell’Internet delle Cose, soprattutto all’interno di Comuni con oltre 20.000 abitanti. Un esempio è il Comune di Napoli che ha avviato una vera e propria “sfida energetica” con altre capitali europee per premiare le famiglie più virtuose.
Napoli, infatti è coinvolta insieme a Berlino e Bruxelles nel progetto DOMINO che si traduce in una sfida sul risparmio energetico che coinvolge più di 1200 famiglie per ogni realtà urbana.
Grazie all’utilizzo gratuito di adattatori/spine intelligenti, le famiglie possono misurare i consumi di energia elettrica dei propri elettrodomestici e, con i suggerimenti forniti, ridurre i costi della bolletta e le emissioni inquinanti.
Le famiglie più virtuose, oltre ad avere un immediato riscontro in bolletta, sono anche ricompensate con premi green come biciclette elettriche e buoni sconto di vario tipo.
Dedicata al monitoraggio ambientale la soluzione di Tree Voice, startup di Tim #Wcap che, attraverso un piccolo dispositivo IoT che viene inserito – senza essere invasivo e dannoso – direttamente dentro la pianta, riesce ad analizzare e raccogliere numerose informazioni provenienti dall’albero per inviarle prontamente ad un server centrale che le elabora e avvisa chi di competenza in caso di vari pericoli per evitare numerosi incidenti derivanti dal cattivo tempo o dalle malattie degli alberi in città.

Un altro esempio di come l’IoT può essere applicato al concetto di Smart City proviene dalla startup Nexus.
La startup ha presentato a Smau Safe Underpass, un sistema che monitora lo stato di allagamento dei sottopassi e, nel caso in cui il livello dell’acqua diventa pericoloso, avvisa gli automobilisti, blocca il passaggio ed invia un alert ad un centro di gestione remoto che verrà a conoscenza della problematica in tempo reale e può prendere decisioni in modo molto più rapido e mirato.
L’utilizzo della nuova tecnologia LoRa permette di coprire distanze di 15Km riducendo drasticamente il consumo energetico.


In ambito domestico sono numerose le applicazioni di Smart Home, tra queste Jarvis, “robot intelligente” per la casa e l’ufficio, realizzato dalla startup bolognese Iooota specializzata in soluzioni IoT, che permette agli utenti di gestire e controllare in modo molto semplice, diretto e ovunque si trovino (dal letto così come dall’altro lato del mondo), diversi parametri come il risparmio energetico, l’illuminazione, il controllo dei consumi, la sicurezza dei loro spazi e quella dei propri cari, i propri elettrodomestici.
Ed è anche in grado di intervenire in tempo reale in situazioni che, per fretta o distrazione, possono accadere nella vita di tutti i giorni.


Tra le varie applicazioni in ambito industriale l’IoT può fornire un aiuto efficace nella manutenzione e nel monitoraggio dei macchinari.
Il Gruppo Minerva Omega, realtà consolidata nel settore alimentare che si occupa di progettare e produrre un’ampia gamma di macchine e sistemi per la lavorazione e conservazione di prodotti alimentari ha ricevuto il premio Innovazione Smau per aver dato valore aggiunto ai propri prodotti attraverso l’inserimento dell’IoT.
L’azienda, infatti, ha deciso di creare uno Spin-Off, con lo scopo di fare ricerca e sviluppo specializzato in questo settore. Nel 2013 crea la DSC Nexus, che oggi non solo produce valore aggiunto ai prodotti aziendali, ma permette al Gruppo di essere Partner di altre aziende, addirittura concorrenti, clienti direzionali e clienti che richiedono progetti ad hoc.
Per ottenere questo risultato sono stati sviluppati hardware appositi seguendo le specifiche dell’IoT, mentre per il software, attraverso la piattaforma di Solair/Microsoft, i dati acquisiti dai macchinari vengono estratti, elaborati con specifici algoritmi e sincronizzati anche con sistemi esterni (ERP, CRM, ecc.) per poi essere integrati nei processi di business.
Grazie al progetto, in due anni, si è ampliato il Business sia dell’azienda che del cliente finale con aumento del know-how che oggi permette al Gruppo di fornire soluzioni personalizzate, modulari e scalabili e un ampliamento del target degli interlocutori, differenziandosi quindi dagli altri competitor sul mercato.

Ultime news

14/11/2022
Intervista a CMB per l'app comunicazione interna

Intervistiamo Francesca Martinelli (Communication Specialist) e Marco Torricelli (Responsabile Sistemi informativi) per parlare del progetto BeCMB, app per la comunicazione interna, da loro stimolato e fortemente sostenuto dai vertici aziendali. 
L'app è utilizzata dagli utenti CMB per essere più vicini e accedere a contenuti e servizi utili alla vita professionale in modo facile e veloce. L'INTERVISTAFrancesca, perché l'idea di un'app come strumento a supporto delle attività di comunicazione interna?Quando la pandemia ci ha obbligati a rispettare il distanziamento fisico in maniera improvvisa, mi sono resa conto di quanto fossero lacunosi o troppo istituzionali gli strumenti che avevamo per colmare la distanza dipendenti e direzione, ma anche - in maniera più orizzontale – fra i dipendenti stessi. Da lì abbiamo cominciato a ragionare, anche grazie a una forte strategia di #digitalizzazione in atto, di veicolare informazioni anche tramite nuovi strumenti digitali in grado di rispondere a nuovi bisogni e necessità delle persone. La nostra popolazione è abbastanza eterogenea sia per collocazione geografica sul territorio che per fasce d’età. Abbiamo puntato a utilizzare un linguaggio attuale: tutti usano le #app per lavoro e svago. Francesca, attraverso l'app avete raggiunto gli obiettivi prefissati e coperto le esigenze che ci hai descritto?Direi che ci possiamo dire soddisfatti e che l'esigenza di un nuovo modo di comunicare e restare in contatto è stata coperta sia grazie alla sezione news, più istituzionale e informativa, che grazie al tool #community, che ha creato nuove narrazioni della vita aziendale. Marco, come responsabile IT hai incontrato difficoltà nel supportare il progetto dal punto di vista dell'architettura e sicurezza dei dati?Abbiamo lavorato con il cloud #AWS costruendo tutte le integrazioni necessarie e ponendo sempre grande attenzione a sicurezza e privacy. Siamo partiti dai dati presenti nel nostro Data Center e li abbiamo integrati nell’app rendendoli disponibili agli utenti. L’ultima funzione aggiunta consentirà la consultazione delle buste paga. È stato un bel lavoro di squadra per mettere a disposizione del progetto informazioni sensibili e importanti per i lavoratori. Ogni reparto IT ha lavorato con lo scopo di integrare dati e informazioni necessarie al buon funzionamento della app. Francesca, consideri l'app completa o state pensando a nuovi addon e tools utili? Assolutamente, abbiamo tantissime idee su potenziali #sviluppi, anche grazie ai contributi degli utenti utilizzatori. L'app è uno strumento pensato per essere dinamico e in continua evoluzione.  È con vero piacere che ringraziamo Francesca e a Marco per la fiducia riposta in Moko, per averci permesso di conoscere #CMB, la sua mission e i valori di serietà, passione e appartenenza.Complimenti per il successo che il progetto ha riscosso già dal golive e per le prospettive future sulle quali stanno già lavorando. 

08/11/2022
Sostenibilità: come gestire i resi dell'e-commerce.

La sostenibilità ambientale è un tema sempre più importante anche nell’ambito delle vendite online e offline.Con l’impennata degli acquisti online degli ultimi anni, sono aumentati anche i resi: la possibilità di restituire un prodotto in modo gratuito è un fattore importante per i clienti, che così possono acquistare in tutta tranquillità, con la consapevolezza che possono restituire il prodotto se non è conforme alle loro aspettative.Purtroppo però i resi hanno un grosso impatto negativo sulle tasche dei retailer e sull’ambiente: si stima che negli Stati Uniti, nel solo 2020, 2,6 milioni di tonnellate di resi siano finiti nelle discariche e che il processo di spedizione degli articoli restituiti ha causato l'emissione di 16 milioni di tonnellate di diossido di carbonio (CO2)Di conseguenza le aziende hanno iniziato a prendere in considerazione la sostenibilità dei propri resi e a cercare modi per ridurli al minimo senza compromettere le venditeQuesta ricerca di Google ha raccolto alcune idee per migliorare i processi di reso e ridurre i costi. Ad esempio le aziende possono:Comprendere cosa i clienti non apprezzano dei prodotti attraverso i social o le recensioni per capire ciò che non ha funzionato e migliorare quell’aspettoAssicurarsi che i prodotti arrivino a destinazione senza aver subito danniRendere le confezioni più facili da riciclare o riutilizzare: ad esempio alcuni commercianti hanno iniziato a riutilizzare le confezioni ricevute con i resi e a ridurre di qualche millimetro lo spessore del cartone o di pochi grammi l'imbottitura per risparmiare intere tonnellate di materiale per le confezioni ogni annoMigliorare l’esperienza utente dando più informazioni sui prodotti: video, immagini, colori, dimensioni, taglie, ecc. aiutano a capire se un prodotto è adatto o meno alle esigenze dei compratoriEducare i clienti, farli riflettere sull’impatto che i resi possono avere sull’ambiente e mostrare a loro qual è l'opzione più sostenibile per restituire i prodotti

01/11/2022
Come rendere le esperienze web e app più sicure e accessibili.

Al giorno d'oggi miliardi di persone in tutto il mondo utilizzano Chrome e Android per lavoro o nel tempo libero per fare ricerche, acquistare online e divertirsi. La recente accelerazione del digitale ha reso possibile per le aziende entrare in contatto con più clienti ed espandere le proprie attività più velocemente rispetto al passato, sia attraverso il web sia con le app.D’altra parte i consumatori danno sempre più importanza alla tutela della loro privacy mano a mano che i loro comportamenti si spostano online. Le persone si aspettano che le aziende trattino i loro dati in modo responsabile e si preoccupano di essere tracciate su Internet.In questo Google si impegna a migliorare la privacy degli utenti, fornendo al tempo stesso gli strumenti e gli approfondimenti per far crescere le attività delle aziende. Infatti l’azienda statunitense ha in mente di importare la Privacy Sandbox in Android per rafforzare le protezioni della privacy per gli utenti di Android senza smettere di aiutare gli sviluppatori di app, gli inserzionisti e i publisher a far crescere le loro attività.Inoltre Google consiglia di giocare d’anticipo per creare una strategia di marketing più attenta alla tutela della privacy. Ad esempio consiglia di creare valore per i propri clienti attraverso la condivisione di contenuti, di informazioni e intrattenendo, in modo da instaurare relazioni più profonde con i proprietari dei dati. Facendo così sarà più facile per loro lasciarsi coinvolgere e condividere dati con l’azienda.